SERIE D – Girone C: 3° partita

16

PALL. MEDUNA – PALL. TREGAROFANI PD: 1-3
 Alla terza di campionato le ragazze della serie D incassano in casa un 3 a 1 dalla neo-promossa Pall. Tregarofani, squadra padovana composta da giocatrici molto giovani e grintose che affrontano con decisione la partita.
Certamente non si può negare che il Meduna ci metta del suo nel concedere alle avversarie la possibilità di risollevarsi praticamente subito, dopo un avvio un po’ incerto. Sulla carta le nostre ragazze avrebbero dovuto essere favorite, ma la tendenza di aspettare osservando e subendo il gioco altrui si è fatta nuovamente vedere…quindi il Meduna, anziché partire deciso e consapevole della propria superiorità, perde il primo parziale per 19 a 25.
Il secondo set è molto equilibrato e si vede a sprazzi il bel gioco della squadra di casa, che vince meritatamente per 25 a 22.
Anche l’avvio del terzo set vede le medunesi partire in modo convincente portandosi sul 9 a 5; quando sembrava che ormai le nostre ragazze avessero la partita in pugno, ecco che un nuovo “attacco di generosità” le colpisce, favorendo la rimonta delle avversarie, a cui il Meduna non sa e non prova nemmeno a reagire, chiudendo 15 a 25. La delusione è forte, le facce in campo non sono sicuramente tra le più serene…anzi, sembra quasi che non si veda l’ora che arrivi la fine della partita.
L’atteggiamento sicuramente non aiuta e il match si conclude, dopo un quarto set combattuto e terminato 24 a 26, con un 3 a 1 che, anche grazie ad un errore arbitrale proprio all’ultimo pallone, segna la vittoria del Tregarofani, a cui va il merito di non aver temuto l’avversario e soprattutto di essersi divertito dal primo all’ultimo punto, mettendo in campo un gioco semplice, ma efficace, a cui il Meduna non è riuscito a prendere le misure.
E’ questo infatti che manca alla nostra squadra: deve imparare a dialogare in campo aiutandosi vicendevolmente, a cominciare dalla panchina, che deve sempre essere pronta a sostenere sia moralmente che concretamente le compagne.
Le nostre ragazze devono riuscire a divertirsi, non solo quando stanno vincendo, ma anche e soprattutto quando sono consapevoli di giocare bene (perché è quello che sanno fare), indipendentemente dal risultato. La reazione che tutti ci aspettavamo dopo la bruciante sconfitta col San Stino, non si è vista. Speriamo che, accumulandosi a questa contro il Tregarofani, possa far provare alle nostre ragazze l’esigenza di riscattarsi, prima di tutto per se stesse e poi per chi fedelmente tifa per loro.

M.B.

SERIE C – Girone B: 5° partita

8

BENACUS VOLLEY vs MEDUNA SSD 3-1
PROFONDO ROSSO
Rosso. Come il sangue venoso che fuoriesce da una lacerazione alla coscia. Rosso. Come il conto in banca di molti dopo la crisi finanziaria mondiale. Rosso. Come il cappellino di Massa calato sugli occhi dopo la beffa del GP del Brasile.

Rosso …
5 partite e 5 sconfitte.

Dove la luce? Come ritrovare la giusta sicurezza per affrontare i prossimi impegni? Chi invocare per risollevarci? Avrei solo un’unica risposta. Il GRUPPO.

Nella caporetto gardesana, il fronte del Livenza ha retto solo nel secondo set. Perché? Perché tutti hanno giocato per la squadra, concentrandosi nel non sbagliare e nell’aiutare il compagno in difficoltà: coprendo l’attacco, difendendo palle difficili, optando per soluzioni offensive semplici ed efficaci.

Prima e dopo solo brevi episodi corali, per il resto antagonismo interno. È innegabile che paghiamo lo scotto di essere matricole di questo campionato, di non avere una sufficiente esperienza, di non aver mai metabolizzato la bruttissima sconfitta nel derby alla prima giornata, di aver finora incontrato squadre che complessivamente hanno dimostrato di possedere un maggior bagaglio tecnico e tattico, ma il gruppo sostanzialmente è rimasto quello che lo scorso hanno si è conquistato la promozione.

All’epoca avevamo giurato fedeltà alla patria Meduna, e ora? Opponiamo al nostro nemico – la paura di vincere – un fronte compatto e cerchiamo di sfondarlo ai fianchi del suo schieramento: uniti si vince, soli si perde!
È quindi necessario dedicarci con anima e corpo alla preparazione del nostro equipaggiamento da guerra. Baionetta e moschetto: attacco e muro. M91: battuta. Trincee chilometriche: ricezione e difesa. Il nostro Capo di Stato Maggiore ha il compito di definire la migliore tattica offensiva, noi di agire.
La missione non è impossibile.
Noi siamo la “sporca dozzina”.

 L’angolo della bomba di Bum Bum.
Giochiamo con gioia!

Inviata da Bum Bum

SERIE D – Girone C: 2° partita

8

VOLLEY SANSTINO – PALL. MEDUNA: 3-0

E’ stata forte l’indecisione sul cosa scrivere questa settimana a fronte di una prestazione come quella contro il Volley San Stino.La tentazione di registrare il risultato con un triste “no comment”, devo ammettere, c’è stata, perché quella di sabato scorso può benissimo essere definita una “serata da dimenticare”.Poi però ho pensato che dimenticare non fosse così tanto utile, soprattutto perchè un po’ di analisi può essere costruttiva.

Inutile riportare il risultato: un 3 a 0 che lascia il segno, perché non è dipeso tanto dalla superiorità dell’avversario (che anzi a mio avviso è assolutamente alla nostra portata), quanto dalla mancanza totale di personalità e di voglia di vincere. Non ci sono mai state negli occhi delle nostre ragazze quella rabbia e quella grinta fondamentali in ogni partita e contro ogni avversario.Si sapeva che il palazzetto di San Stino non ci sarebbe stato congeniale e , proprio per questo, dovevamo avere la concentrazione necessaria fin dal primo punto.Invece siamo partite male, pur tentando un recupero fino al 25 pari, ma forse senza mai crederci veramente……poi la partita non ha avuto più storia (25 a 15 e 25 a 19). Quello che, a mio avviso, deve emergere dalla sconfitta di sabato è che il campionato non sarà una passeggiata, ma che il grosso della questione dipende solo da noi: da come ci prepariamo fisicamente, ma soprattutto mentalmente alla partita, dalla voglia che abbiamo di “mangiarci” l’avversario quando entriamo in campo, dalla capacità di essere pronte al fischio di inizio, mantenendo la stessa concentrazione durante tutta la partita, per giocare come abbiamo dimostrato di saper fare. Quindi testa bassa, ragazze… e lavoriamo per mettere in pratica le nostre potenzialità. M.B.

SERIE C – Girone B: 4° partita

13

PALLAVOLO MEDUNA – AREAS. TENCAROLA : 0 – 3

Sono bastati 56 primi alla squadra Medunense per incassare tra le mura amiche 3 set .
Il primo set è quello dove si sono viste delle azioni tutto sommato in linea con quello che i ragazzi del Meduna possono al momento far vedere al proprio pubblico: una pallavolo giocata all’insegna di un contenimento degli errori  e anche se non proprio “splendida”  ha consentito di chiudere il set per 25 a 23 a favore degli ospiti. Meduna non si smentisce e dimostra tuttavia le solite “debacle” a cui siamo abituati, vanificando un vantaggio che poteva dimostrarsi fondamentale nella parte conclusiva del set.
Il secondo parziale ritorna in campo una squadra identica all’inizio del primo set ma i risultati non sono tra i migliori; imprecisione in ricezione e in appoggio di palla si rivelano un mix micidiale che, catalizzati da errori in attacco, fanno terminare il secondo set su risultato di 14 a 25

Nel terzo set scende in campo una squadra che, rimaneggiata nel componenti e nei ruoli, tenta di suonare la carica in grande stile; purtroppo il direttore non imbrocca la pagina  giusta ed esordisce il silenzio. Il silenzio dei giocatori che, all’apparenza stanchi e rassegnati, si trascinano per quella che hanno già decretato come una  serata da dimenticare. Il silenzio del pubblico, nel mentre, osserva attonito i propri ragazzi incapaci di buttare una palla nel campo avversario. Inutile dire che nel corso del terzo set, i ragazzi del Meduna erano ormai in balia di ogni attacco della squadra avversaria. Ricezioni, muri, attacchi, difese e palleggi non riuscivano a trovare la giusta direzione e il Tencarola si accingeva ad assicurarsi il risultato sul 3 a zero.
Onore alla squadra del Tencarola che vittime di un incidente in tangenziale a Mestre si sono comunque presentati in formazione ridotta; bravi nel contenere e vincere il primo set e dominare i rimanenti con l’umiltà di una squadra che si posiziona al primo posto in classifica.
“L’impressione è che sia stato fatto un passo indietro”- si commenta a caldo – “ma forse si tratta solo di un momento in cui i ragazzi accusano il cambio di categoria”. Fatto sta che tra i 12 punti disponibili ne sono arrivati in saccoccia solo 2 ed è un risultato tutt’altro che confortante. Ora non resta altro che prendere coscienza dei propri mezzi, lavorare con buona lena ed iniettare fiducia in una squadra che può e deve sicuramente dare di più di quello che al momento sta dimostrando.

[autore: Damiano C.]

SERIE C – Girone B: 3° partita

9

VOLLEY LOREGGIA vs MEDUNA SSD 3-2

Gladiators invasion

E alla fine standing ovation per tutti. Per i vincitori e per i vinti. Per chi ha lottato in campo e per chi ha avuto l’onere e l’onore di supportare i compagni nelle varie azioni di gioco. Nonostante le palesi differenze tra le due formazioni, sabato sera ha preso vita una sfida palpitante, in cui nulla era scontato, nemmeno il risultato finale. Se il volley Loreggia presentava una squadra caratterizzata da una notevole fisicità, in stile “Colossi di Rodi”, noi optavamo per un approccio rilassato alla partita tipico di chi, pur consapevole delle difficoltà scientificamente certificate come insuperabili, non ha nulla da perdere e preferisce affrontare gli avversari a viso aperto, alla stregua dei gladiatori contro le voraci fiere.

Avvio in sicurezza del match da parte degli avversari, che, già nelle prime fasi, conquistavano un rassicurante break di vantaggio. Poi l’infortunio di un nostro compagno: altra tegola in testa. Sembrava tutto perduto; molti erano già pronti a far scattare il cronografo: ancora 45 minuti, poi una bella doccia calda lenitiva e infine un tranquillo rientro a casa, neppure troppo anticipato. Inaspettatamente arrivava una prepotente reazione corale, in cui nulla era scontato, in cui ogni palla aveva la stessa importanza di un golden goal. Una difesa, poi un muro, poi ancora un mani-fuori, e ancora un servizio positivo. Travolti da questo fiume in piena gli avversari rischiavano il tracollo. 10-18. Il divario così significativo e imprevisto doveva essere tamponato. Dopo un cambio in banda arriva quello in regia per affrontare lo shock del momento. Forze fresche e un nostro calo, più fisico che mentale, sospingono il volley Loreggia fino a -2. Tenacemente tenevamo duro sino a conquistare il primo set per 21-25. Il secondo parziale tuttavia ci presentava subito il conto, con gli interessi maturati. Intontiti dal surplus endorfinico frutto dell’euforia per la conquista del set precedente, non riuscivamo ad opporre una sufficiente resistenza al loro servizio ed attacco. Si è provato il doppio cambio. Niente. Un ulteriore sostituzione in banda, ma invano. Apaticamente ci facevamo trasportare dalla “corrente Loreggia” che con facilità vinceva il secondo parziale per 25-9. Parità. L’effetto della pressione psicologica sugli avversari aveva ben presto perso di efficacia. Che fare? Sacchi avrebbe detto «palla sulla fascia e correre». Era necessario dare tutto. Spremersi come dei limoni. E così è stato. Ripartendo da un gioco semplice, lineare, basato molto sul contenimento del potenziale offensivo degli avversari siamo riusciti a rimanere in gioco nel terzo set. Entrambe le formazioni si fronteggiavano con dei mini break: un paio di punti di vantaggio, poi il ritorno dello sfidante che, a sua volta, riusciva a conquistarne altrettanti. Un emozionante e continuo “tira e molla”. Per primi raggiungevamo quota 20. Il volley Loreggia dietro a rincorrerci. Un vero e proprio segugio che, percependo la preda vicina, trovava sempre nuove energie. Sentivamo il loro fiato sul collo, ma grazie ad un paio di combinazioni offensive azzeccate riuscivamo a portare a casa il set per 21-25. Urrà! Un altro “soldino” messo nel grande salvadanaio del girone B. Le fatiche tuttavia non erano ancora finite: tutti i risultati erano ancora plausibili. Nel quarto parziale gli errori nei vari fondamentali non risparmiavano le formazioni in campo. I più fallosi alla fine risultavamo noi. La lucidità nelle giocate progressivamente veniva meno. Soprattutto nelle situazioni confuse non riuscivamo a chiudere il punto dopo aver speso preziose energie mentali e fisiche in impegnativi recuperi. Il doppio cambio ci regalava un sussulto: non eravamo del tutto fuori partita, ma sul 24-21 per gli avversari ci rendevamo conto che solo un miracolo ci avrebbe portato alla conquista del parziale. È stato sufficiente un ulteriore scambio: 25-21. Secondo tie break di fila. Questa volta eravamo noi a non avere nulla da perdere. Stava a noi aggredire gli avversari negli ultimi quindici minuti finali dopo due lunghe ore di gioco. Le intenzioni erano buone ma i fatti hanno poi evidenziato altro. Il volley Loreggia partiva bene conquistando un break significativo che non avrebbe più perso. Cambio campo sul punteggio di 8-5. Stremati, provavamo con delle sostituzioni ad uscire dalle situazioni più paludose ma dovevamo sempre fare i conti con la buona condizione fisica degli avversari galvanizzati anche dalla ritrovata continuità in attacco nella fase finale di gara. Un paio di muri e qualche contrattaco positivo ci avevano dato l’illusione di avvicinarci, poi solo volley Loreggia. 15-12. L’emozionante sfida alla fine ci lasciava un po’ di amarezza ma il punto conquistato, tuttavia, ha premiato soprattutto la volontà di un gruppo che ci ha voluto provare fino in fondo. Comunque emerge un dato positivo: poco a poco stiamo crescendo come gruppo. I risultati non tarderanno ad arrivare; l’importante è credere in noi stessi.

L’angolo della bomba di Bum Bum.
Una squadra unita È Una squadra vincente

SERIE D – Girone C: 1° partita

8

PALLAVOLO MEDUNA – DIEMME COMPONENTI RIO : 3-1

Si dice che “chi ben comincia è a metà dell’opera”! … Beh, sicuramente le ragazze della serie D sabato hanno iniziato col piede giusto battendo 3 a 1 le neo-promosse della Diemme Componenti Rio.
Sfoggiando la nuova divisa dai colori blu-bianco, che, a parere non solo di chi scrive, dà quel tocco estetico che non guasta mai, le medunesi iniziano con un convincente primo set vinto 25 a 18.
Non manca però quel momento di relax, black out, o come lo si vuol chiamare, che le portano poi a perdere il secondo, seppur in rimonta, 22 a 25. Ma la partita non è mai in discussione, perché con un’eccellente ricezione e un’ottima prestazione in attacco del nostro centrale Laura B., le ragazze si aggiudicano il 3° e il 4° set per 25 a 22 e 25 a 14 rispettivamente.
Quindi i primi 3 punti sono in saccoccia e sabato prossimo ci si appresta ad affrontar un rivale storico come il Volley San Stino, già battuto in Coppa Veneto, ma che certamente in casa darà del filo da torcere alla nostra squadra.
Allora…FORZA RAGAZZE!!!!

PERLA DELLA SARATA: dopo un po’ di indecisione tra una battuta che a fatica ha raggiunto la rete e un lancio astuto che ha portato il Meduna sul 24 a 21 nel 3° set, ho optato per “censurare” il primo (per buona pace della “colpevole”) e citare il secondo: il nostro capitano risponde ad un furbo tocco di seconda della palleggiatrice avversaria con un colpo lungo di prima in zona 1 che lascia le ragazze del Rio paralizzate.
Punto di quelli che pesano come macigni. BRAVA GIULIA!

M.B.

SERIE C – Girone B: 2° partita

12

MEDUNA SSD vs METALSISTEM 2-3

3…2…1…
Oilalà. Allegria siori e siore. Abbiamo smosso la classifica già alla seconda di campionato! Un punticino. Ma quante recriminazioni. Potevamo infatti festeggiare i primi due o, addirittura, tre punti se solamente avessimo avuto la giusta determinazione agonistica nei momenti cruciali del match. E invece ci siamo lasciati sfuggire, nel corso dei vari parziali, le poche palle che avrebbero potuto archiviare la partita a nostro favore. «Per un punto martin perse la capa», potrebbe oggi incalzare l’asso di coppe. Forse la capa no, ma lo spirito della squadra potrebbe accusare il colpo e fiaccarsi con un senso di sfiducia e di calamità a dir poco fantozziano. Tuttavia è ancora presto per affermare ciò! Certo, paghiamo lo scotto di essere delle matricole della serie C e di non aver rodato ancora alcuni automatismi di gioco, ma rispetto la prima di campionato qualcosa di buono si è percepito. Sicuramente si può vedere il bicchiere mezzo pieno. Il METALSISTEM non si è dimostrato una formazione cuscinetto; anzi, fin dalle fasi iniziali del riscaldamento palesa una buona tonicità e una discreta sicurezza nei vari fondamentali.

Già nel primo set, gli ospiti calano le loro briscole: battute al salto e attacchi spinti alle bande. Le prime ci mettono subito in difficoltà, tanto che per buoni 3/5 del parziale siamo sotto a causa di una ricezione imprecisa e di un attacco che, nel forzato tentativo di rimediare, fatica a trovare la giusta efficacia; le seconde affondano il dito nella piaga con un ritmo circadiano sincronizzato con i nostri blackout. Tuttavia, agguantata la parità, al centro riusciamo a capitalizzare un break di vantaggio e gelosamente custodirlo fino alla fine del set, conquistato per 25-23. Un ottimo toccasana per il morale. La tensione risulta meno palpabile; acquistiamo una maggiore sicurezza e confidenza con i nostri mezzi; tutto fa supporre che il secondo set possa essere gestito con profitto … e invece … ci troviamo a rincorrere gli avversari. Pecchiamo a muro e nei contrattacchi; in battuta siamo troppo leggeri e così il METALSISTEM si trova ad amministrare diversi setball. 24-20. Servizio nostro e panchina pronta a sbaraccare per il cambio campo, ma succede l’inaspettato: due ace, un muro e un contrattacco ci riportano in parità. Si riapre il set e prontamente l’allenatore ospite chiama un time out per far rifiatare i suoi. Ma, alla ripresa del gioco, cosa può accadere? Il più classico degli errori: servizio in rete. I patavini, con un punto di vantaggio, trovano un po’ di serenità per impostare il contrattacco vincente con il quale archiviare il secondo parziale per 26-24. Loro riprendono un po’ di colorito, noi invece sbianchiamo progressivamente come se avessimo visto passare il fantasma dell’IVECO MARMI. Il terzo parziale viene vissuto come il momento della verità: o dentro, o fuori. Partiamo bene e grazie a delle ottime soluzioni in attacco riusciamo a ottenere anche un margine di 5 punti: 13-8. Forse troppo rassicurante. Sta di fatto che gli ospiti intoppano un giro in battuta molto efficace che ci manda in crisi e in un batter d’occhio ci troviamo sotto 16-13. Testa fra le nuvole? Eccesso di sicurezza? Nulla di grave, ma molto di cui preoccuparsi. Proviamo dei cambi che tuttavia non riescono ad incidere in modo significativo e il terzo set ci sfuma tra le mani. 25-23. 2 parziali a 1 per gli ospiti. Il pubblico di casa, tra l’attonito e il rumoreggiante, già pensa di dover partecipare alla visone di un quarto parziale in stile short debacle mottense. Invece, complice un involontario restiling del giro di partenza e il cambio in regia, troviamo un maggior equilibrio nella disposizione dei valori in campo. Riusciamo a giocare un set quasi perfetto in battuta, in ricezione e in attacco. Teniamo anche mentalmente e questo mette un po’ sottopressione la formazione patavina che forse si aspettava un nostro tracollo. In difficoltà, si lasciano travolgere permettendoci di chiudere il set con il punteggio di 25-18. Tie break e adrenalina alle stelle. Tutte e due le fomazioni si trovano a scalpitare in panchina nel tempo tecnico di sospensione: entrambe vogliono i due punti. Fondamentale partire bene; mettere sotto pressione l’avversario; far capire che ce n’hai di più, che sei un die hard. Purtroppo come al solito disattendiamo le attese. Due battute sbagliate, un paio di muri e delle occasioni mal gestite ci conducono al cambio di campo in inferiorità: 8-5 per il METALSISTEM. Due perle al centro ci riportano il sorriso ma soprattutto in partita. Il sostegno dalla panchina si fa più vigoroso. Punto a punto rincorriamo gli ospiti sul filo di lana fino al 12 pari. Otteniamo un mini break. 13-12. È quasi fatta. Ci sale in gola un urlo di gioia che a fatica soffochiamo. Poi il gelo. Un attacco avversario e due nostri errori pongono fine ad una speranza. Cala il sipario: 15-13 a favore del METALSISTEM.

Meduna rimembri ancor…

L’angolo della bomba di Bum Bum.
{censored}

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