Pall. Meduna – Pall. Carbonera 3-1

Prologo

L’esito dello scontro con il Campodarsego aveva fortemente affievolito le nostre speranze di lottare per la promozione nell’ultima sfida di campionato. La forbice delle combinazioni dei risultati utili si era fortemente affievolita e se la matematica ci dava un po’ di conforto (3 combinazioni positive su 16), certamente il calendario gettava ombre cupissime sopra i nostri sogni di gloria. Le altre squadre (Carbonera e Occhiobello) in lizza per il secondo posto del girone, equivalente alla matematica promozione nella categoria superiore, potevano contare su un numero maggiore di pronostici favorevoli. Per tutte, la certezza della conquista del secondo posto dipendeva da un unico risultato: la vittoria con tre punti. . . . . .

Zona volley Meduna from Michele N on Vimeo

Carbonera, secondo in classifica a 2 punti di vantaggio sulla terza (Occhiobello) e a 3 punti di vantaggio sulla quarta (Meduna), concludeva la stagione 2007/2008 con un incontro in trasferta proprio qui a Meduna. Sulla carta l’esito della sfida era incerto soprattutto se si analizzava il risultato e la modalità con cui era maturato nella sfida del girone di andata (più di due ore di gioco, ritmi sostenuti, scambi prolungati e parziali da brivido conquistati con le unghie e con i denti dal nostro sestetto); tuttavia sarebbe stato determinate l’approccio psicologico al match.
Tra le tre squadre avversarie, sicuramente Occhiobello poteva contare su una sfida più congeniale nella lotta per la promozione giocando in trasferta con l’ultima in classifica. Per molteplici ragioni, numerosi erano gli addetti ai lavori che davano per molto probabile la netta vittoria della compagine rodigina ma forse nessuno aveva dato il peso necessario al rullino di marcia positivo delle ultime partite del Mussolente, squadra di giovanissimi molto dotati tecnicamente che in diverse occasioni ha purtroppo pagato a caro prezzo l’inesperienza.

Cronaca di una C-onquista

Otto della sera. Il sole non era ancora tramontato e alcuni raggi rossastri bassi sull’orizzonte penetravano attraverso i finestroni illuminando il settore del palazzetto che avevamo occupato. L’arbitro tardava ad arrivare. Il riscaldamento prepartita veniva quindi bruscamente arrestato per preservare le ultime energie mentali e fisiche. I minuti passavano e in quei momenti si approfittava a rifiatare, a bere un goccio e a scambiare ancora qualche battuta per stemperare la tensione. Il premio a tutte le nostre fatiche di un anno dipendeva anche dall’esito dell’incontro Mussolente-
Occhiobello iniziato due ore prima. Pure questa attesa era snervante. Dopo pochi minuti finalmente giungeva l’arbitro; subito il riconoscimento, concluso con l’incitamento “il peluche porta bene”, e poi via con gli attacchi liberi. Solo sei minuti ci separavano dall’inizio del match. Le bordate in attacco ci consentivano di studiare l’avversario valutandone le individuali doti tecniche ma anche lo stato di forma complessivo. Valutazione positiva. Avversari tonici, determinati, sicuri di se; unica certezza: sfida da giocare palla su palla senza rimuginare sugli errori commessi. In quel frangente del riscaldamento arrivava Aloisio (putakipareo) e il Palameduna a pochi minuti dall’inizio ancora non ospitava il pubblico delle grandi occasioni. Dopo il saluto sottorete, le ultime indicazioni di Gerry al sestetto erano chiare:”fare il nostro gioco e chiudere in bellezza”.
Dopo i primi tre scambi, a vantaggio nostro, una cinquantina di supportes scatenati giungevano in palazzetto muniti di striscioni, pannelli e sciarpe prontamente appesi alle pareti e alle spalliere. Brevi attimi di smarrimento ma poi questa festosa cornice della compagine avversaria veniva prontamente metabolizzata. Tutto a nostro vantaggio: una sana iniezione di adrenalina e di determinazione che coinvolgeva l’intero gruppo, dal sestetto in campo alla panchina. Nel corso del primo set il Carbonera non riusciva a trovare continuità in attacco dovendosi scontrare sia con il nostro servizio particolarmente efficace in certe rotazioni sia con un muro ben piazzato. Nonostante i sette errori in battuta riuscivamo a conquistare la prima frazione di gioco per 25-18. Lo stupore accomunava tutti: gli ospiti, perché non si aspettavano una avversario così combattivo, e noi, perché progressivamente ci rendevamo conto di disporre delle giuste energie mentali e fisiche per provare a conquistare la partita. Altro input: arriva Zona Volley, invitata dagli ospiti per immortalare le fasi di questa sfida cruciale per la promozione. Alla tensione già palpabile si aggiungeva così ulteriore tensione. Il secondo parziale è stato a lungo condotto dal Carbonera facendo del servizio e della difesa le sue migliori armi. Di contro noi rispondevamo con un muro solido (anche a uno) e con un attacco dal centro più efficace. Tuttavia dopo aver recuperato il gap iniziale e esserci portati in vantaggio per 22-20, sprecavamo tre palloni di fila in attacco riportandoci in una condizione insicurezza e di paura. In questa situazione hanno incominciato a prevalere le soluzioni personali anziché il gioco corale e, “detto fatto”, il Carbonera riusciva a conquistare ai vantaggi il secondo set per 28-26. Al cambio di campo, Gerry, fino a quel momento piuttosto calmo in panchina, tirava fuori il suo “gemello cattivo” mettendoci di fronte anche alla notizia della vittoria al tie break dell’Occhiobello. Eravamo ritornati in gioco per il grande obiettivo: tutto dipendeva da noi. E così è stato. Negli occhi di tutti noi si leggeva solo la determinazione di chiudere i prossimi due set a nostro vantaggio, consci che ciò era possibile solo aiutandoci nei momenti di difficoltà, dando il cuore in ogni situazione, desiderando la conquista di ogni punto, giocando da squadra. Ogni contributo era importante; preciso o meno che fosse; era necessario dimostrare a se stessi e ai compagni la voglia di non arrendersi mai dando il massimo di se in ogni scambio. Nel terzo set diverse sono state le palle rigiocate sia da una squadra che dall’altra. Ma la differenza emergeva a muro e in attacco al centro. Parziale vibrante, lottato sempre punto a punto fino a poco più della metà. Nei momenti di affanno, la panchina ha sempre garantito sicurezza e serenità ogni qualvolta chiamata in causa. Una difesa, una ricezione, un muro, un attacco, una battuta. Anche il Carbonera provava a raddrizzare l’andamento della partita provando alcuni cambi, ma con scarso successo. Alcuni turni di battuta molto efficaci ci traghettavano verso la conquista del terzo set per 25-22. La notizia di una possibile impresa si era sparsa in giro e il Palameduna si stava progressivamente riempiendo. Prossimi al tutto esaurito. Il quarto parziale: una lunga apnea. In panchina, i giocatori nell’area di riscaldamento si comportavano da leoni chiusi in gabbia a digiuno da settimane prima di una sfida con i gladiatori nell’arena. Ad ogni punto conquistato, balzavamo in campo ad esultare e, al tempo stesso, a incitare i compagni. Tra uno scambio e l’altro continuavamo a riperteci: “come in sogno”. Facendo leva sui nostri punti di forza della serata, battuta, muro e difesa, progressivamente ci avvicinavamo alla conquista del parziale mantenendo sempre un rassicurante margine di cinque punti. Ma alla fine gli ultimi otto punti sono risultati i più lunghi e più difficili da conquistare. La stanchezza, la tensione e la voglia di forzare il punto ci hanno portato verso una condizione di handicap psicologico che si è concretizzata nel progressivo affievolirsi del vantaggio. Però sul 24-23 per noi, Gigi, entrato al servizio, riusciva a difendere in modo istintivo con una mano l’attacco toccato dal muro, indirizzando la palla con un’ampia parabola verso il tavolo della refertista; Kuko senza perdersi d’animo e con uno scatto felino, gettandosi quasi tra le braccia della segnapunti, rigiocava in bagher la palla in zona 4 e li Mike, librandosi in aria alla B. Van de Goor, scaricava un lungo linea sui quattro metri che ci svegliava dal sogno e ci catapultava nella realtà: SERIE C!

Epilogo

Un solo grido ha riempito l’immenso Palameduna (da giovedì ribattezzato PalaHavana): intenso, prolungato, vibrante, forzato, liberatorio inno alla gioia per la promozione conquistata. SERIE C! Solo queste due parole per molti minuti hanno riempito la nostra bocca e soprattutto i nostri cuori traboccanti di emozioni impalpabili. Tutti noi siamo stati colti da un irresistibile desiderio di correre in mezzo al campo ad esultare, abbracciandoci e gettando le magliette in tribuna. Come cavalli impazziti continuavamo a galoppare senza una precisa meta, balzando e piroettando sopra l’adorato e odiato parquet. Diversi sono stati i modi di esultare: Gerry che si gettava tra le braccia del Presidente alla Pirlo nella finale dei mondiali; Leader, Kaka e BumBum che salivano sul seggiolone dell’arbitro esultando con le braccia alzate verso i supporters; Estetico, Cri e Sie mesi che aprivano le danze con il lancio dell’acqua; Momo, Otto e Aldo che rapivano dalla tribuna Aloisio per renderlo protagonista dei festeggiamenti e poi Kuko, Zanke, Gigi e Mike che continuavano ad abbracciare qualsiasi persona che si intrometteva lungo la loro traiettoria. Irresistibile è stato il desiderio di sollevare Gerry al cielo, che meritevolmente conquistava questo tributo: al vano tentativo di BumBum, nel modo del pilone con la seconda linea durante una touche, è seguito l’instancabile sostegno dei compagni di squadra nel formare prontamente un “tappeto” di braccia. Analoga sorte è poi toccata anche al Presidente. Successivamente alcuni di noi venivano benedetti dalle gocce di prosecco spruzzato in stile premiazione gran premio; altri invece erano impegnati a preparare diverse caraffe di spritz casalingo, inizialmente previsto per festeggiare la conclusione del campionato; altri ancora che impazienti tracannavano le rimanenze del prosecco spruzzato. L’euforia del risultato mista ad uno stato di sobrietà alcolica venivano momentaneamente tamponate da una serie di interviste realizzate da Zona Volley ai strepitosi Leader, Aldo e Momo (oltre che al Coach e al Presidente). A quel punto avevamo la sensazione che i festeggiamenti dovessero continuare a lungo in palestra e nelle forme più bizzarre. Per ben due volte è stata eseguita alla perfezione la “piramide umana”, marchio di un gruppo che nella solidità dei rapporti interpersonali ha trovato la necessaria coesione per affrontare le difficoltà emerse nella fase terminale del campionato. Alla fine, complice il tappeto di gioco ormai bagnato che consentiva di scivolare per parecchi metri, molti, in coppia o in gruppo, hanno preferito chiudere i festeggiamenti in palazzetto esibendosi in una serie di tuffi in favore di camera cantando: ce ne andiamo in SERIE C!!!!
Citando H. Ford: “Che tu creda di farcela o meno, avrai sempre ragione” …… e noi abbiamo sempre CREDUTO: finalmente C siamo!!!!

Autore: “BumBum”

Da: aldo Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 09:31

cavolo, belli come i fratelli righeira…

Volev
o ringraziare la squadra femminile per il bel pensiero di ieri sera, è stato molto apprezzato.

Sopra
ttutto un grazie a quel gran bel \”corpo\” diplomatico di Camilla!

Buona giornata a tutti

Da: Minanove Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 13:44

Che video stupendo…davvero mi commuovo tutte le volte che lo rivedo.

Da: Kuko Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 15:29

Questo video e quello che hai fatto te Mike sono una figata….resteran
no nella storia…….CHE SPETTACOLO!!!!!!!! grandi ragazzi…….

D
a: LEDEAR Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 15:32

E\’ SI QUESTI VIDEO SONO DEI BEI RICORDI CHE CI RICORDERANNO QUESTO STUPENDO ANNO FATO INSIEME
VOTO 4 A MATTIA X IL NON-COMMENTO SU SABATO….DEVI ANCORA SMALTIRE LA BALLA
BUON WEEK END LUNGO A TUTTI

Da: cristian Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 15:43

OGNI VOLTA CHE RIVEDO IL VIDEO MI VIENE LA PELLE D\’OCA E SONO FELICE PERCHE SABATO LI\’ C\’ERO ANCH\’IO CON TUTTI VOI, QUEST\’ANNO ABBIAMO CREATO UNO SPLENDIDO GRUPPO E SABATO SERA MI AVETE FATTO IL PIU\’ BEL REGALO DI MATRIMONIO CHE POTEVATE FARMI.
GRAZIE RAGAZZI

Da: Gigi Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 18:35

Signori buongiorno, direi che rivedendo quel filmato mi viene veramente la pelle d\’oca… Bello bello bello. Io penso che rimmarrà per sempre nella nostra memoria pallavolistica quello che è successo sabato sera…. Grazie mille Camilla per l\’havana direi che ci stava tutta… l\’havana. Sooooooooooooooooo

Da: cami Data: Giovedi 24 Aprile 2008 – 19:08

figuratevi!
l\’havana era un simbolo di PACE e sono contenta sia stata apprezzata! ..
Che figata questi video..immagino sia stata un\’emozione grandissima sabato anche perche\’ era inaspettata!
Beati voi, vorrei essere al vostro posto..chissa\’.. forse un giorno…complimen
ti ancora ragazzi ..
e andiamoooooooooooo
!